Implantologia a carico immediato e/o ritardato
CENTRO ODONTOIATRICO SALDENT SRL -  DOTT. BRUNO SALERNO - "CURARE CON AMORE E COMPETENZA"
RSS

Articoli recenti

Le paradentiti apicali acute e croniche
Implantologia a carico immediato e/o ritardato
La disodontiasi del 3° molare
Le emergenze mediche nello studio odontoiatrico
Le comunicazioni oro-sinusali

Categorie

Anestesia e rianimazione
Anestesia: sedazione cosciente
Chirurgia orale
clinica odontostomatologica
Implantologia
powered by

Il mio blog

Implantologia a carico immediato e/o ritardato

 La moderna implantologia prevede la possibilità di un carico immediato e/o differito.
La differenza sta nelle diverse esigenze del paziente di ricorrere alla inserzione degli impianti con la possibilità immediata e futura inserire i denti provvisoriamente e/o definitivamente.
Il principio cardine su cui basarsi ai fini di ricorrere o meno alle due opzioni sta nel concetto di “stabilità primaria” e di “stabilità secondaria” che l’impianto endoosseo prevede.
Andiamo pertanto a definire i due concetti:
-Per stabilità primaria intendiamo la forza di avvitamento delle spire dell’impianto nell’osso mascellare o mandibolare,ed è la risultante di diversi fattori,quali la qualità (densità)dell’osso,la lunghezza dell’impianto,il suo diametro e la larghezza delle spire cui esso è dotato.
Tanto per fare un esempio,la stabilità primaria è la stabilità stessa dell’impianto una volta inserito nell’osso grazie all’aggressività con cui,attraverso le spire cui è dotato,riesce ad avvitare nell’osso stesso. Successivamente torneremo su questo aspetto per la possibilità di sfruttarne gli effetti nel carico immediato.
-Per stabilità secondaria intendiamo la stabilità con cui l’impianto riesce a rimanere inserito nel tessuto osseo grazie alla formazione di tessuto osteoide(oste integrazione )attorno alle spire dell’impianto. A questo principio biologico e meccanico ci ispiriamo in chirurgia orale ed implantologica quando dobbiamo effettuare un carico ritardato e/o differito con l’inserimento di protesi definitive su di un impianto “oste integrato”,con formazione di osso maturo attorno all’impianto stesso che ne rende difficile il suo disinserimento.
I tempi medi di attesa per ottenere l’osteintegrazione, ossia come si è detto la “stabilità secondaria”sono 150 giorni (cinque mesi) nel mascellare superiore e 60 giorni (due mesi) in mandibola. Questa differenza di tempi tra le due strutture ossee sta nella differenza di qualità di osso,molto piu’ trabecolato nel mascellare superiore e pertanto definito “spugnoso”,e  piu’ compatto in mandibola pertanto definito “osso lamellare”.
A seconda delle esigenze formulate dal paziente ricorriamo alle due metodiche,sfruttando la “stabilità primaria” quando dobbiamo fare un carico immediato,e la “stabilità secondaria” quando dobbiamo fare il carico ritardato e/o differito.
Nel carico immediato il protocollo prevede l’inserimento dell’impianto che puo’ essere “monofasico” ossia un tutt’uno con il moncone o “bifasico” quando testa e collo dell’impianto sono disgiunte tra loro,con dei monconi unite all’impianto  attraverso una vite passante in titanio.
Successivamente all’inserimento dell’impianto si va a cementare una corona provvisoria completamente svincolata dall’occlusione,cementata con cementi morbidissimi,al fine di trasmettere micromovimenti (tra i 50 ed i 150 micron) che possano destabilizzare l’impianto andando ad interferire con la stabilità primaria dello stesso.
Si capisce chiaramente come,il protocollo nel carico immediato cambia notevolmente la performance,ossia è legato a diversi fattori,tra cui il bilanciamento dell’occlusione per evitare di trasmettere quei movimenti ch possano nuocere alla stabilità di un impianto non ancora “integrato”,ossia non attecchito biologicamente nel tessuto osseo attraverso la sequenza dei processi che portano   all’osteointegrazione che sono: demineralizzazione,mineralizzazione,angiogenesi, osteo integrazione.
Nel carico immediato si usano impianti piu’ “aggressivi” per cio’ che concerne la struttura della spira e si ricorre prevalentemente ad impianti conici che consentono un migliore avvitamento nel sito chirurgico preparato con apposite frese sotto preparate,ossia piu’ strette in diametro per consentirne un migliore avvitamento.
Nel carico differito si ricorre all’utilizzo di impianti cilindrici a spira stretta,che è meno aggressiva e piu’ finalizzata alla stabilità secondaria.
Nel caso di mancanza di osso si ricorre a tecniche rigenerative con materiali allogenici che aumentano il supporto osseo e la possibilità di riuscita dell’osteointegrazione.
Due sono le tecniche chirurgiche piu’ impiegate in implantologia per posizionare gli impianti:
la prima prevede una scollamento muco-periosteo,detta anche tecnica “a lembo”,con posizionamento di impianti “sommersi”ossia coperti dal lembo stesso e prevedono il secondo intervento di apertura(scappuccia mento) degli impianti stessi.
L’altra tecnica prevede l’inserimento degli impianti attraverso la mucosa,detta tecnica “trasmucosa” o tecnica a “flapless”,sicuramente meno invasiva e traumatica perché non prevede punti di sutura.
Come si è detto la moderna odontoiatria dispone di tecniche implantologiche nuove e piu’ confacenti alle esigenze degli utenti-pazienti che oggi possono vedere piu’ soddisfatte le loro richieste anche in termini di “economicità”,essendo il mercato implantologico ormai diffuso in campo europeo e mondiale,con dei professionisti sempre piu’ aggiornati e preparati sul campo alle moderne innovazioni tecnologiche e anche grazie all’utilizzo di biomateriali che migliorano la riuscita degli interventi.
 
Dott. Bruno Salerno- Odontoiatra-Specialista in Chirurgia Orale ed  Implantologica.