Le emergenze mediche nello studio odontoiatrico
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Le emergenze mediche nello studio odontoiatrico

Quando ci  si riferisce all’attività odontoiatrica,si è portati a pensare che essa non comporti alcun rischio per il paziente e per il medico.Il lavoro del dentista sembrerebbe finalizzato alla risoluzione di problematiche non cruenti né rischiose per la salute del paziente.Cio’ non corrisponde al vero in quanto l’attività dell’odontoiatra che di per se’ comporta lo stress relativo alla capacità dello stesso di vincere le resistenze del paziente(paura,ansia ecc ecc) per cio’ che riguarda la sfera emotiva ma,sotto l’aspetto prettamente “clinico” si ribadisce che molte volte si presentano inavvertitamente complicanze che l’operatore stesso,dotato sia di preparazione “medica” che “specialistica” deve saper fronteggiare,per impedire situazioni che,non opportunamente gestite sul piano clinico e farmacologico possono portare a situazioni spiacevoli,in alcune addirittura fatali per lo stesso paziente.Difatti,nel presente articolo andremo a definire quali sono le situazioni piu’ frequenti spiegando per sommi capi come comportarsi in situazioni del genere.
Una delle manifestazioni piu’ frequenti nell’attività odontoiatrica è lo shock anafilattico.
Esso è legato ad una massiva ed improvvisa liberazione in circolo di una sostanza che è l’istamina”,contenuta in dei serbatoi rappresentati da delle cellule definite “mastociti” e “granulociti basofili”.Il meccanismo con cui questa liberazione avviene sembra legato ad un meccanismo anticorpale(IGE) in un contesto e quadro immunitario definito “anafilassi o atopia” o anche “ipersensibilità immediata”.Detto shock che comunemente avviene nella vita dell’individuo per i comuni “allergeni” quali il polline,la polvere,la puntura d’insetti e quanto altro,in “odontoiatria” è legato prevalentemente alla somministrazione degli “eccipienti” degli anestetici(esteri ed amidi) contenute nella tubofiala degli stessi,tra cui il piu’ comunemente usato è il betasolfito di sodio. Il quadro clinico che esso determina è prurito,orticaria,vasodilatazione con caduta della pressione arteriosa,angioedema(detto di Quincke dal suo scopritore) con chiusura dell’epiglottide e pertanto morte per soffocamento.La terapia è farmacologica,con adrenalina e.v. o sottocute diluita con soluzione fisiologica,cortisonici e.v. a rapida azione(solumedrolo, idrocortisone),antistaminici(prometazina) e vasopressori per il rialzo della pressione arteriosa. In casi molto gravi di angioedema della glottide è opportuno praticare la tracheotomia(3°-4° spazio dell’anello tracheale) o anche perforando la stessa con un ago G21  applicando allo stesso un tubicino per la somministrazione dell’ossigeno onde “bypassare” l’ostruzione tracheale in regione laringea determinata dall’edema. Il mantenimento dello stesso quadro clinico inizialmente trattato con detti farmaci avviene con la somministrazione della “dopamina(precursore dell’adrenalina) al posto dell’adrenalina,per il mantenimento del circolo a livello splancnico e cerebrale che l’adrenalina stessa non possiede per le sue proprietà farmacocinetiche diverse. Detto quadro clinico avviene dopo un meccanismo detto “sensibilizzazione”ossia il soggetto allergico è già venuto a contatto con il corpo estraneo(allergene)che ne ha determinato l’intolleranza.
Altri eventi che si presentano all’odontoiatra sono la crisi ipervagotonica ed ipersimpaticotonica.
L’ipervagotonico è un soggetto apparentemente tranquillo,bradicardico(frequenza cardiaca bassa) ma molto emotivo. Soffre per lo piu’ di ulcera gastroduodenale per l’esaltazione del parasimpatico cui il nervo vago appartiene. Alla vista del camice chirurgico o dell’ago o del sangue il vagotonico perde conoscenza(sincope) per poi riacquistarla dopo parecchi minuti assumendo un colorito bianco-violaceo(cianosi).E’ presente midriasi a livello pupillare(dilatazione),il soggetto va ossigenato mantenendo pervie le vie aeree(ventilazione) e steso a testa in giu’(posizione di Trendelemburg)onde consentire l’irrorazione a livello cerebrale. Si puo’ anche somministrare idrocortisonici per rialzare la pressione arteriosa e,dopo pochi minuti il paziente si riprende,non ricordando nulla della crisi subita.
Nella crisi ipersimpaticotonica è il contrario. La crisi avviene con ansia,sudorazione,agitazione psicomotoria che in taluni casi sfocia in delle vere e proprie convulsioni con perdita di coscienza. La pressione è alta per cui è bene somministrare diuretici e farmaci simpaticolitici (MAO) per ristabilire la pressione arteriosa che va misurata continuamente,sedativi e.v..In ambedue i casi è bene mantenere il paziente con fleboclisi a lenta infusione per il ristabilimento idro ed emodinamico dello stesso. Nel caso in cui perduri la perdita di coscienza è bene praticare il BLS(Basic Life Support) con insufflazioni e stimolazione manuale cardiaca,fino alla ripresa della coscienza.
Altri eventi che possono accadere durante un intervento odontoiatrico è la perdita profusa di sangue (emorragia) legata ad una carenza di fattori plasmatici della coagulazione oppure alla lesione accidentale di un vaso ( vena o arteria).A seconda delle situazioni nel primo caso è bene somministare procoagulanti( Vit.K,antifibrinolitici)precedendo il trattamento da un prelievo sui fattori della coagulazione( fibrinogeno,pt,ptt ecc ecc) e nel secondo caso chiudendo il vaso tranciato chirurgicamente(klemmerizzazione) con punti di sutura riassorbibili.
Come si è visto,l’attività del dentista è insidiosa e ricca di sorprese,che solo con una valida preparazione medica e farmacologica si riesce a fronteggiare.L’importante è non  farsi prendere dal panico per mantenere quella lucidità necessaria per gestire la situazione evitando ulteriori conseguenze e/o complicazioni.
 
Dott. Bruno Salerno-Odontoiatra-Chirurgo Orale-